New York – Viaggio d’amore e di scarpe consumate

Non credo alle favole, credo piuttosto a chi te le fa vivere.

Credo ai ricordi, alle sensazioni, al potere di un profumo e credo all’abbraccio di una luce soffusa nella mente di chi ti pensa.
Credo ai post it, alle cartoline e ai francobolli, alle parole delle canzoni, ai biglietti aerei e alle valigie sbagliate.

Credo alle persone che ti scegli, quelle con quali passeresti una vita e alle quali inizialmente volevi togliergliela, quella vita.
Credo alla pelle che si alza, ai brividi lungo la schiena, allo sguardo che sa cambiare, e cambiarti, in un attimo.

E credo alle avventure, che non sai mai come saranno, ma finisci sempre con l’amarle.

New York, un viaggio d’amore e di scarpe consumate.

New York, che prima di essere stata New è stata semplicemente York e che ora è tutto.

Come nei film, come nelle canzoni, come in Sex and The City.

Non mentivano.

New York è esattamente come te la immagini.

Non importa se si tratta di te, della vicina sotto casa, dell’amico dell’amica dell’amica, della zia single e ricca, dell’influencer in cerca del suo tempo o di un genitore ormai troppo amareggiato, ogni immagine sarà quella giusta.

Perché  NY è un quadro dipinto da milioni di persone.

NY un punto di ritrovo, un sogno nel cassetto, un pezzo di cuore, il girone dei golosi e degli sprovveduti.

NY è tutto quello che cercavi mentre non stavi cercando nulla.

E’ la città che puzza, la città che non dorme mai, la casa di Carrie, il divano di Friends. E’ la prima cosa nella lista delle cose da fare prima di morire, e l’ultima prima di smettere di sognare. New York è uno scrigno contemporaneo tra presente e futuro, modernità e tradizionalità.

E’ la sorprendente scoperta che ti lascia a bocca aperta ad ogni angolo.

Dalla vista al tramonto sulle highline, a quella di notte o in pieno giorno dalle punte di quegli enormi palazzi tre metri sotto il cielo.

Alla fine dell’ennesima salita della giornata, all’inaspettato e potente silenzio di un vuoto grigio e metallico in pieno centro.
L’11 Settembre è un ricordo che, Lì, sembra respirare ancora.

Alla magia intorno a quelle luci calde in quello che sembra essere il centro del Natale, anche mesi prima di Dicembre.

Perché a Rockefeller Plaza puoi sentirti abbracciato anche se a farti compagnia ci sono solo il tuo paio di Vans e la cartina, ormai dimenticata, dell’intera America.

Ma New York è anche divertimento, brio, sfrontatezza e novità.

E’ un passo avanti a chi ne sta due indietro. E’ luci luminose e schermi accecanti. E’ taxi gialli e ponti arancioni. E’ caffè americano take away e omelette al pastramy. E’ pancakes la mattina e cheesecake a merenda. E’ 30$ x tre volte al giorno senza che te ne rendi conto, se non per la zip dei tuoi jeans preferiti che non si alza più.

La Big Apple è la Big Mama di tutte noi, che cerchiamo noi stesse come cerchiamo l’uomo perfetto tra i cereali della Kellogg’s.

New York è lì dove tutto può succedere.

E’ ricordo di storia vissuta. E’ passato tangibile in foto in bianco e nero e registri di italiani sbarcati.  E’ ponte di connessione tra centro e periferia, tra caos e tranquillità. E’ arte che studiavi a scuola, e scalinate di Gossip Girl. 

E’ gentilezza di persone comuni e biglietti metro non validi.

Perché non importa dove sei diretta, qui il tempo sembra non bastarti mai. Come un orologio che scorre troppo veloce in una città che non si ferma, te compresa.

Sebbene i tuoi nuovi amici americani dal nome “chili in più” dimostrerebbero il contrario.

Ma del resto, a New York, si va anche per questo.

Per arrostire s’mores, mangiare ciambelle, scoprire l’obbligo del 20% di mancia, ritrovarsi strapazzati come le uova nella tua miglior colazione, e trovare il Mr Big che ci faccia dimenticare di essere diventate anche noi così “big”.

E facciamo tutto questo convinte che la BFF di noi tutte ci assolva da ogni nostro peccato e ci avvicini alla risoluzione del nostro sogno (americano): grazie Miss Liberty.

By Federica Vitali

Food Blogger

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