Nel bene e nel male, finchè galletta non ci separi

Ormai c’è poco da dire, è inutile negarlo, stiamo diventando tutti super fitness.

“Dieta” sembra esser diventata la parola chiave della nostra società. E quando siamo a dieta, si sa, la prima cosa che aboliamo dalla nostra tavola è il pane.

Ma da buoni italiani quali tutti siamo in cuor nostro, mangiare senza pane è un sacrilegio per mente e corpo. Ecco allora che cerchiamo di porre rimedio alla questione sopperendo al tanto buon vecchio pane con, a detta di molti, il polistirolo per eccellenza: le gallette.

Eppure, nonostante le gallette siano diventate una vera e propria moda, quanto salutari sono per il nostro organismo?

La questione sembra essere tanto semplice quanto complessa.

Partiamo dall’analizzare come le gallette vengono prodotte. Il fatto che molti paragonino le gallette al polistirolo trova risposta nel loro processo di lavorazione. Tale processo prende il nome di “estrusione”. Il chicco del cereale impiegato passa attraverso un macchinario all’interno del quale viene sottoposto ad una temperatura altissima. Il chicco fuoriesce così da fori piccolissimi, subendo una pressione molto forte che, alla sua uscita, lo fa gonfiare. Le gallette sono pronte.

Semplice, direte. Ma purtroppo semplice non sempre è buono.

Va detto che l’alta temperatura alla quale sono sottoposti i cereali (oltre i 200°C) reca gravi danni alle sostanze nutritive dell’alimento. In questo modo, infatti, le proteine si distruggono, i sali minerali e le vitamine si perdono, e con loro anche buona parte delle fibre. A causa dell’alta temperatura, poi, il prodotto che esce fuori è un prodotto secco e quindi privo di acqua.

Ciò che ne rimane, dunque, è un solo concentrato di carboidrati.

A differenza di quello che molti possono pensare le gallette sono molto più caloriche del pane, e con un indice glicemico molto più alto.

Cosa fare allora se, come nel mio caso, non possiamo mangiare farine? Cosa fare, nasce spontaneo chiedersi, se non possiamo ovviare al problema servendoci di cracker, piadine o grissini? Niente paura, le buon sane “accortezze” sono le salvatrici del nostro destino.

In seguito a quanto detto prima, la prima accortezza da tener a mente è quella di non esagerare nel quantitativo. Se pensiamo che il potere saziante di due fette di pane è eguagliato da circa dieci gallette, si capisce bene come “limitarsi” sia d’obbligo. La seconda attenzione è quella di variare la tipologia di gallette. In commercio oggigiorno, infatti, ne esistono di diversissimi tipi. Le più note, ma anche le più pericolose, sono senza dubbio quelle di riso e di mais. Purtroppo, sebbene queste siano le tipologie più sazianti e gradevoli, è anche vero che sono le più caloriche. L’indice glicemico delle gallette di riso e di mais è quello più alto di tutte. Inoltre, a causa del loro processo di lavorazione e quindi della perdita di proprietà nutritive, questa tipologia di gallette favorisce e peggiora il problema di stitichezza. Un elemento sicuramente a loro favore, però, è la loro croccantezza, l’assenza di glutine e lieviti, e il sapore gradevole e adattabile a molte preparazioni. Un’altra accortezza è quella di preferire gallette a base di cereali integrali. Questo perché in questo modo si abbassa il temuto indice glicemico e aumenta notevolmente il livello di fibre visto che si parte da un quantitativo di base maggiore.

Infine, per bilanciare al meglio un pasto a base di gallette, al fine di, non solo abbassare gli zuccheri nel sangue, ma anche reintegrare alcune sostanze nutritive perse in produzione, è bene consumarle accompagnate da una buona quantità di acqua e di proteine.

Tra le varie tipologie di gallette, un’alternativa a quelle di riso e mais sono:

riso integrale: con un IG inferiore di quelle di riso classiche;

riso venere: con un IG inferiore e un quantitativo di fibre maggiore di quelle di riso classiche;

quinoa: senza glutine, più saporite e con un alto quantitativo di fibre;

grano saraceno: senza glutine, con un sapore deciso, un buon livello di fibre, sali minerali e vitamine;

farro: ricche di proteine e fibre;

kamut: basso IG, buon potere saziante, ricco di proteine e sali minerali;

segale: croccanti e saporite, ricche di fibre ed energetiche.

SAI CHE..?

La galletta era un tipo di pane duro/biscotto schiacciato, di forma rotonda o quadrata, che veniva impiegato sulle navi militari durante i lunghi viaggi in caso di assenza di cibo deperibile.

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By Federica Vitali

Food Blogger

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